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Svolta agro energetica su Il Friuli

Posted by on aprile 12, 2012 in Blog, News, News Green | 0 comments

Svolta agro energetica su Il Friuli

Sull’ultimo numero di Business, inserto mensile de Il Friuli trovate un interessante articolo di Rossano Cattivello sulle motivazioni della svolta agro energetica della nostra azienda.

Ecco un breve estratto:

Perché  guardare alla generazione elettrica da fonti alternative.

Per il settore primario, qual è l’agricoltura, l’energia da fonti rinnovabili rappresenta il suo naturale sviluppo: l’agricoltura ha sempre prodotto energia poiché il cibo è fonte energetica per tutti gli esseri viventi. La svolta agro-energetica consente di soddisfare i bisogni energetici capillari di elettricità e calore delle nostre comunità e, infatti, la “green economy” è incoraggiata dai governi affinché possa raggiungere dimensioni tali da competere con le fonti energetiche tradizionali destinate a esaurirsi.

C’è sempre una certa reticenza nel parlare con serenità dell’opportunità di business offerta dagli investimenti nelle rinnovabili che consentono un reddito complementare e assimilato a quello agrario, quasi si preferisse glissare su aspetti economico-sociali, invece, certamente importanti: il profitto generato porta benefici che ricadono a cascata non solo su di un’unica categoria, ma su tutto l’indotto (diminuendo la disparità sociale) e, attraverso il motore green porta benefici a tutto l’ambiente.

Nel nostro sistema economico di mercato le aziende, generando profitto, remunerano il capitale di rischio e il lavoro. Non penso dunque di dover sussurrare di trarre profitto da questo tipo di economia “green” che sta creando sia nuove professionalità, sia linfa per investimenti diretti e per la subfornitura con minimo impatto ambientale.

Il problema è che troppo spesso il profitto è stato perseguito a scapito di chi ha prestato il lavoro, a scapito dell’ambiente e del benessere sociale in senso più ampio.

Ritengo insomma che la costruzione, la gestione e il mantenimento di una solida economia “green” sia ciò che possa, nei fatti, alimentare non solo l’approccio o le attività eco-sostenibili di qualche azienda o gruppi virtuosi, ma ciò che possa rendere concreta la “vision” di un mondo realmente sostenibile. Non perseguiamo il “giusto profitto” ma un “profitto più giusto”.

Anche la produzione vitivinicola ovviamente si alimenta da input primari provenienti dall’ambiente (risorse idriche o organiche). Voglio evitare il temuto green washing, ossia la pennellata di verde che fa tanto moda, dichiarando che ciò che ci ha spinto a guardare alla generazione elettrica da fonti alternative sia un generalissimo (e improvviso) “amore” per l’ambiente. La mia azienda ha nei secoli sempre rispettato l’ambiente, basandosi sulla diversificazione produttiva, sul modello agricolo tradizionale della rotazione delle colture, sulla valorizzazione degli elementi colturali del territorio. Quindi diversificare nel settore agro energetico è perfettamente compatibile con il nostro sistema produttivo tradizionale. I digestori dell’impianto di biomasse sono “nutriti” da insilato di mais e triticale di nostra produzione e l’output torna alla nostra terra come concime e come lettiera per le cuccette dell’allevamento bovino.

Abbiamo riqualificato strutture obsolete in azienda (le coperture dei tetti delle stalle e dei magazzini con pannelli solari), garantendo migliorie a cascata fino al prodotto finale.”