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Portia aut Porcia, ex sanguine regum troianorum et sicambrorum progenitus

Posted by on marzo 7, 2013 in Blog | 0 comments

Portia aut Porcia, ex sanguine regum troianorum et sicambrorum progenitus

“Motti e Stemmi”, vino e un brillante “artoholic“: nativo di Lugano, allievo del maestro futurista Sibò (Pier Luigi Bossi) in Toscana, scrittore ed ex capo redattore della casa editrice Franco Maria Ricci, esperto nelle antiche tecniche a olio, tempera, maiolica e matita sanguigna, accanito viaggiatore, pittore ritrattista e grande talento nei lavori di ornato, Gabriele Reina sarà, con le sue opere, protagonista del vernissage “Motti e Stemmi” giovedì 21 marzo all’Art Kitchen a Milano, ove gli ospiti brinderanno con i nostri vini Castello di Porcia e potranno ammirare decine di stemmi europei.

Aquile, draghi, leoni e una fauna chimerica si radunano così in un ambiente molto poco classico: un’antica fabbrica riadattata a ospitare mostre, in via Bussola 4, non lontano dal Naviglio.

Il mondo dell’araldica ha da sempre contaminato quello industriale, del design e della storia dell’arte; basterebbe solo scrutare meglio i marchi delle automobili più famose, delle case vinicole (direi che ci siamo!), dell’editoria.

E’ dunque un vero piacere condividere con la gioia di un nobile frutto, qual è il vino, uno spazio insolito, sintesi di tradizione e contemporaneità con un bravissimo artista (che personalmente preferisco chiamare artigiano dell’ornato) così eclettico e capace di dar brillante vita a ciò che solitamente può essere forse percepito solo come il polveroso retaggio di un passato remoto.

Tornando all’artoholic dell’incipit…… Vi invito a visitare la sezione Art Kitchen B.O.A.T.S (based on a true story) dove trovate un bell’articolo di Jacopo (è lui l’artoholic) dal titolo LIFE IS PEOPLE che trovo molto calzante per il nostro settore del wine business.

Jacopo racconta che gli inglesi, come molti americani, hanno un’invidiabile capacità di sintesi, al contrario di noi italiani che tendiamo a essere prolissi e, spesso perciò, inconcludenti. Non si arriva mai al dunque. Quando non so chi chiese a Sir Richard Branson (quella specie di vichingo biondissimo e abbronzatissimo, praticamente invincibile e ricchissimo, davvero ricchissimo, l’uomo Virgin, insomma) quale fosse il segreto del suo successo, Jacopo ci scrive che egli rispose con tre parole: “PEOPLE, PEOPLE, PEOPLE”.

A buon intenditor, poche parole. Prosit!

Daniela Zanette