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Pordenone in the world: Zanussi e Humus Park?

Posted by on novembre 26, 2012 in Blog, News | 0 comments

Pordenone in the world: Zanussi e Humus Park?

Quant’è conosciuta Pordenone nel mondo?

Due le attività che ci hanno  impegnati venerdì.

La prima, l’incontro in Fattoria con la delegazione cinese di TBNA (Tianjin Binhai New Area) riunita grazie a un progetto coordinato dall’Unione Industriali, la Provincia di Pordenone, “Pordenone Export” e “Agenzia per la Cina” (principale organizzazione italo-cinese con sede a Milano, per lo sviluppo delle relazioni commerciali fra i due Paesi) con il suo Presidente, Armando Tschang e, fra gli ospiti,  la partecipazione del nuovo Polo Tecnologico diretto dall’instancabile e simpaticissimo Ing. Franco Scolari.

La seconda, l’incontro in Piazza della Motta all’ex- Convento di San Francesco, per la relazione conclusiva della terza edizione di Humus Park, il meeting di land art sotto la direzione artistica di Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga.

Entrambe le attività, evidentemente diverse per loro stessa natura e modalità di nostro coinvolgimento,  di pubbliche relazioni e potenzialità commerciali da un lato e prettamente culturali dall’altro, ci hanno posti di fronte ad una realtà molto positiva e troppo spesso dimenticata, travolti come siamo da costanti “negative vibration”, dal macabro spirito di crisi che imperversa sui media e ci stritola forse più psicologicamente che economicamente per molti versi.

Pordenone, la nostra provincia nel cuore delle Grave del Friuli, spesso lontana dall’attenzione dei media è invece molto conosciuta nel Far East e questo sicuramente anche grazie all’insediamento nel 1984 di Zanussi.

Commovente il discorso d’apertura del B2B di giovedì scorso di Mr.  Xu Datong, 40 enne, dalla squisita cortesia e vision lungimirante e, così giovane, già Presidente della TBNA che ha definito Pordenone la “sister city” di Tianjin.

Un complimento strepitoso se pensiamo che, per cultura e inclinazione i cinesi, specie nel business, non si sbilanciano mai!

E Pordenone è conosciuta dalla Russia, alla Corea alla Lituania anche grazie a Humus Park e al lungo lavoro dei landartisti che hanno lasciato “opere incastonate tra acqua, verde e vestigia antiche” al Parco di Torre. Opere che, per loro essenza caduche e pronte a ritornare alla terra,  rimarranno a futura memoria grazie ai servizi fotografici coordinati da Guido Cecere, docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia, di Stefano Maniero, Sindi Sartori, Anna Bot e molti altri.

Come giustamente ha fatto notare l’Ing. Scolari rispondendo ad una provocazione durante il lunch, dopo avergli servito e quasi macchiato la camicia con un calice di Titianus 2008, è inutile pensare di poter paragonare una realtà economica come TBNA, con un aeroporto che vanta 80 milioni di passeggeri l’anno e un porto che (copio dalla presentazione) “in 2007 handled 310 milion tons of cargo, ranking 6Th in the world’s ports….” con le potenzialità della nostra regione.

Ciò a cui dobbiamo pensare invece sono i modi in cui “exchanging ideas and know how” per avviare contatti di partnership e joint venture, crescere insieme.

Pordenone Wine & Food Love con le degustazioni di qualche settimana fa cerca di valorizzare la realtà eno-gastronomica del territorio nel territorio ma, non me ne vogliano, rimango molto più affascinata da una sorta di  “Pordenone in the World” con le concrete testimonianze di chi il business lo fa e con successo, di chi fa pensare positivo con il paradosso dell’arte caduca, di chi combatte lo spettro della crisi, della recessione, della miseria con la cultura dell’internazionalizzazione e dell’export.

Daniela Zanette