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L’innovazione green non dorme mai: “il sistema ombelicale”.

Posted by on aprile 18, 2013 in Blog, News, News Green | 0 comments

L’innovazione green non dorme mai: “il sistema ombelicale”.

Che l’inaugurazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica da biogas fosse un punto di partenza e non d’arrivo per l’azienda agricola Principi di Porcia, si era subito colto. Eppure molti degli investimenti successivi sono il frutto di un percorso di studio, di test e verifiche per nulla scontati e sempre volti alla massima valorizzazione del digestato (=output solido dell’impianto  biogas) e dei reflui zootecnici come fondamentale risorsa riutilizzabile.

Notevoli progressi in quest’ottica sono avvenuti nelle stalle della Fattoria di Azzano, con il passaggio da stabulazione libera a stabulazione a cuccette.

Principi di Porcia sta ora sperimentando nuove tecniche di lavorazione dei terreni e di utilizzo del digestato come prezioso fertilizzante organico, grazie alla “soluzione Casella” che consente massima efficienza nel la gestione dei terreni a seminativo nel pieno rispetto dell’ambiente.

L’obiettivo principale di questo sistema è mantenere e migliorare la salute e la produttività del terreno:

Abolendo l’utilizzo di apporti chimici.

Abolendo le azioni di calpestamento e costipamento del terreno dovute all’utilizzo di pesanti carri botte.

Conservando la struttura del terreno.

Favorendo la distribuzione del concime organico con la massima omogeneità.

Abbattendo le perdite di azoto nell’aria.

In che modo raggiungere tale obiettivo?

L’impianto biogas alla Fattoria di Azzano è strategicamente prossimo alle stalle con l’allevamento zootecnico cui è direttamente collegato e ai campi per la coltivazione dei seminativi.  Che la Fattoria sia un “sistema integrato e chiuso” rende ancor più virtuoso il risultato del processo.

I campi sono serviti da un impianto d’irrigazione sotterraneo il quale viene “sfruttato” così per una duplice funzione: quella irrigua, appunto, e quella di fertilizzazione.

Con la “soluzione Casella” l’impianto già esistente in azienda si aggancia ai rotoloni per l’irrigazione (creando un sistema detto “ombelicale”) a loro volta collegati a un ripper su trattore che, trainato, consente di immettere il digestato nel terreno a profondità diverse.

In questo modo tutta la sostanza organica è assorbita dal terreno, non ci sono perdite di azoto per evaporazione e sarà quindi disponibile per le colture successive. Sono inoltre azzerati gli effetti del dilavamento delle piogge dopo la distribuzione.

Daniela Zanette