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Il territorio come risorsa, Riace, Wim Wenders e il “Modello Calabria”

Posted by on maggio 11, 2013 in Blog | 0 comments

Il territorio come risorsa, Riace, Wim Wenders e il “Modello Calabria”

In Sala Degan, alla Biblioteca Civica di Pordenone, ieri sera un incontro coraggioso, specie considerando la presenza di Cacciari al Verdi a poche decine di metri: una concorrenza forse sleale. Visto l’impegno della nostra azienda agricola nel settore green, ho ritenuto opportuno partecipare. Il soggetto:  “Progetti di riuso degli spazi Dis-Abitati”, “Natura e Paesaggio nella narrazione, realtà e romanzo a confronto”. L’organizzazione: Terraè- Officina della Sostenibilità.

Ora: mi aspettavo una sorta di convegno piuttosto impegnativo, di quelli che alle 8 di sera fai fatica a seguire, magari un dialogo a più voci un pochino auto celebrativo, su di un tema altrettanto impegnativo e controverso, magari reso ancora più acceso dalla presenza di Lorenzon, in rappresentanza dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), l’Edilizia, insomma, con la E maiuscola. (Che ho trovato piuttosto clever, pacato e interessante).

Ho scoperto invece:

  1. dei libri bellissimi (di cui vi parlo a breve)
  2. ho conosciuto una realtà straordinaria, quella di Riace, insieme al “Modello Calabria” magistralmente portato sugli schermi da Wim Wenders attraverso il cortometraggio IL VOLO (che invito tutti a visionare per sentire il cuore battere a mille, senza bisogno di sostanze psicotrope).

Un passo indietro: all’incontro avrebbe dovuto partecipare Chiara Sasso che vive e lavora in Valle di Susa, da anni impegnata in associazioni ambientaliste e che fa parte del gruppo di coordinamento della “Rete dei Comuni Solidali“. Purtroppo non ha partecipato fisicamente, ma ha lasciato una splendida lettera che il moderatore ci ha letto, insieme a uno splendido video- intervista al Sindaco Domenico Lucano che spero di riuscire a recuperare (potete sentire la sua viva voce in un’altra intervista anche qui).

Riace,  famosa al mondo per i suoi Bronzi, diviene dal 2004, grazie ad un Sindaco rivoluzionario, un modello di unicità assoluta di accoglienza, integrazione, solidarietà e sostenibilità sociale: abitato da pochissime anime sopravvissute all’emigrazione degli stessi italiani in cerca di fortuna al Nord, viene ripopolato dalle persone che sbarcano dai “viaggi della speranza”.

L’idea, brillante e semplice, è che il paesino era praticamente disabitato e dunque queste popolazioni disperate avrebbero potuto trovare alloggio, lavoro, nuova vita e avrebbero soprattutto ridato vita a un territorio “Dis-Abitato”. Il cortometraggio di Wenders rende sicuramente molto meglio l’idea di quanto le mie parole possano fare.

Questo paesino della Locride diviene dunque un faro esemplare ove il territorio, le abitazioni esistenti, la comunità esistente è risorsa nuova.

Il secondo intervento nell’incontro in Biblioteca è stato di Alessandra Sarchi, con la presentazione del libro “Violazione“, edito da Einaudi.

Nata a Reggio Emilia nel 1971 ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti, ora vive a Bologna. Ha descritto un’Emilia Romagna torturata da inquinamento (in alcune aree drammatico quanto quello di Pechino), da abusivismo edilizio, sfruttamento del territorio esasperato.  E ha deciso di raccontare una storia che mette a nudo le ipocrisie della presunta “bella vita in campagna”, della ricerca di un presunto “benessere nella natura”: non un saggio denuncia o un trattato ricco di statistiche, ma un romanzo ove si intrecciano le vite di Alberto e Linda Donelli, di Primo Draghi, di Jon. Vite che potrebbero essere le nostre, di casa nostra.

La forma narrativa del romanzo rende sicuramente più digeribile il tema. e’ sicuramente più facile immedesimarsi nelle vicende romanzesche che nei report sull’inquinamento e l’abuso edilizio.

L’incontro è stato davvero bello e gli appuntamenti di “Terra è” continuano: sabato 25, ad esempio, c’è “QUARTIERI SOSTENIBILI: azioni e Modelli per la riqualificazione urbana”. Il programma è nutrito e scaricabile dal sito.

Happyness is where you decide to live: la felicità viene da dove decidi di vivere. Riace sembra un luogo ove poter essere felici.

Foto di: I. Venturini

Da: THE ART OF MANLINESS di Brett & Kate Mc Kay

“The Importance of Place When we think about crafting our lives, we tend to concentrate on two questions: “What will I do for work?” and “Whom will I marry?” These questions, the what and who questions, are certainly important. In fact, the answers to those questions constitute the two greatest determinants of our happiness”. But happiness is in fact a three legged stool, with the where question forming the third leg. This makes a great deal of sense: where we live will influence all of the other elements in our life, not just what we do and whom we marry, but the hobbies we pursue, the friends we make, the skills we learn, and how our children grow up. For many men, where they end up is a matter of happenstance; they never leave their hometown; they take a job in a new city and settle down there; they move to follow a girlfriend and decide to stay after the break-up. But because the place we live can affect our lives in so many ways, it ought to be a decision you approach deliberately and thoughtfully. Helping you do that is the purpose of this post.

Daniela Zanette