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Arriva VIVA Sustainable Wine: sul mercato l’etichetta del Ministero dell’Ambiente per il vino “sostenibile” dal campo al bicchiere

Posted by on aprile 5, 2014 in Blog, News dell'azienda, News Green | 0 comments

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Il progetto VIVA taglia il traguardo: al Vinitaly 2014 verranno presentate le bottiglie che” indossano” la nuova 

etichetta rilasciata dal Ministero che traccia la performance ambientale della filiera vitivinicola. Si
rafforza così l’obiettivo di crescita della competitività del vino sostenibile made in Italy.

Il progetto VIVA Sustainable Wine, avviato dal Ministero dell’Ambiente nel luglio 2011, promuove la
valutazione dell’impatto sull’ambiente del comparto vitivinicolo italiano, dal nord al sud del Paese, dalle piccole
alle grandi imprese.  Le bottiglie di vino, oggetto dell’analisi di valutazione ambientale, “indossano” oggi l’innovativa etichetta pronta per il mercato e rivolta ai consumatori.

VIVA permette di tracciare la sostenibilità della filiera vite-vino, attraverso uno strumento di trasparenza che, per primo nel panorama internazionale del vino, fornisce al consumatore tutti i dati di sostenibilità validati da un ente terzo certificatore e garantiti dal Ministero dell’Ambiente. L’evento sarà anche l’occasione per la cerimonia di consegna alle aziende dei certificati di validazione dell’analisi.

La sperimentazione del Ministero ha coinvolto nove aziende del settore (F.lli Gancia & C, Masi Agricola, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Montevibiano Vecchio, Planeta, Tasca d’Almerita e Venica&Venica), scelte sulla base di criteri geografici e di prodotto, e tre enti di ricerca (Agroinnova, Centro di Competenza dell’Università di Torino; il Centro di Ricerca Opera per l’agricoltura sostenibile dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; il Centro di Ricerca sulle Biomasse dell’Università degli Studi di Perugia).

Il progetto è ora in fase di espansione, hanno già aderito a VIVA: Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Principi di Porcia, Vicobarone, Vinosia, Donnachiara, Cantine Riunite & CIV, Arnaldo Caprai, La Gioiosa. Si tratta del primo esempio di “gioco di squadra” tra ministero, aziende vitivinicole, enti di ricerca, università ed enti certificatori.

Questo progetto che oggi giunge ad un primo qualificante risultato – ha dichiarato Corrado Clini, direttore generale del Ministero – è finalizzato a creare un modello produttivo che rispetti l’ambiente attraverso uno dei primi programmi concreti di sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di conservare e tutelare la qualità e la produzione di vini italiani, e insieme preservare il territorio ed offrire opportunità di valorizzazione e di competitività dei prodotti italiani d’eccellenza sul mercato internazionale.

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L’aver creato anche un simbolo da apporre nei confezionamenti delle bottiglie di vino che si chiama VIVA – ha
sottolineato Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini – dà l’opportunità al consumatore di essere
coinvolto in questo importante progetto ed apre l’opportunità a tutte le imprese del mondo del vino di essersene partecipi per migliorare i processi produttivi dal campo al bicchiere per sensibilizzare il consumatore
a rispettare l’ambiente.

VIVA Sustainable Wine nasce proprio con lo scopo di misurare e migliorare le performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dalla sperimentazione su alcuni grandi produttori italiani, che hanno sottoposto il loro processo produttivo ad una valutazione dell’impronta ambientale dal campo al consumo. Grazie all’individuazione di quattro indicatori (Aria, Acqua, Territorio e Vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende hanno potuto misurare l’impatto della loro produzione in termini di sostenibilità ed intraprendere in tal modo, su base volontaria, un percorso di miglioramento. I dati ottenuti, validati da parte di un ente terzo indipendente e riconosciuto, sono accessibili grazie all’etichetta del Ministero che rimanda con il suo QRcode ad una pagina web dedicata che contiene descrizione approfondita del prodotto, valori numerici e i grafici.
L’etichetta offre dunque al consumatore uno strumento di trasparenza sulla performance ambientale dell’azienda produttrice del vino, e rende conto sia dei risultati attuali che del percorso compiuto dall’azienda nel tempo.

Le aziende per la prima volta avranno degli indicatori standardizzati, validati e riconosciuti su cui
lavorare per migliorare la loro performance e dimostrare di essere sempre di più rispettose dell’ambiente.
VIVA è già anche disponibile come applicazione per tutti i sistemi mobile.
Il progetto intende infine definire le linee guida per una produzione sostenibile, sviluppare un codice che
permetta una certificazione per le aziende che le adottano, formare tecnici per lo sviluppo di protocolli di
sostenibilità nel settore e sensibilizzare il consumatore sul mercato interno e internazionale. Il progetto si
propone dunque di avere valore internazionale ed pronto per essere utilizzato da tutte le aziende piccole,
medie e grandi del settore vinicolo.